LICEO ARTISTICO MUNARI di Vittorio Veneto

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Il Liceo Artistico Bruno Munari di Vittorio Veneto,
ex Istituto Statale d'Arte fondato nel 1984
è la scuola che insegna a comunicare
con oggetti, segni, parole

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Il carcere entra a scuola, la scuola entra in carcere

PRODURRE CAMBIAMENTO PRENDENDO PER MANO I RANCOROSI

Correva l’anno ... Ultimo giorno di lezione dell’anno scolastico 2010/11. In aula magna avvenne il primo incontro-confronto con tre persone detenute, in permesso speciale per partecipare all’evento: una donna-mamma e due giovani uomini. Fu il germoglio di una collaborazione a tutt’oggi ininterrotta con l’associazione di volontariato “Granello di senape”, operativa nelle carceri di Padova e di Venezia, coordinata dalla dr.ssa Ornella Favero. Essa si è presto tradotta in un progetto ben strutturato, coordinato dal prof. Leopoldo Pincin, con la fattiva collaborazione dei docenti succedutisi per gli insegnamenti di Italiano e Storia nelle classi Quinte; quest’anno i professori Elio Rocchetti e Luciano Paronetto.

I due momenti clou, ovvero l’incontro presso la nostra scuola (quest’anno avvenuto il 26.10.2017) aperto anche ai genitori degli allievi coinvolti (due mamme hanno partecipato) e la nostra visita-incontro presso la Casa di Reclusione maschile “Due Palazzi” di Padova (il 31.10.2017 per 5A e 5D, il 14.11.2017 per 5B e 5C), sono stati adeguatamente preparati tramite letture ed approfondimenti durante alcune lezioni degli insegnanti coinvolti; sono stati poi oggetto di altre lezioni dedicate ad ulteriore approfondimento e verifica. Ci siamo prefissi, tutti, allievi e docenti, consapevoli di accogliere ed ascoltare uomini responsabili di delitti anche gravissimi e di essere accolti ed ascoltati da loro, di imparare ad ascoltare non solo le loro voci ed i contenuti delle loro testimonianze. Ci siamo prefissi di autorizzare noi stessi ad ammettere e riconoscere tutte le emozioni ed i sentimenti suscitati dal “vedere” loro e “ascoltarli”, mentre narrano quella che è la parte peggiore delle proprie scelte e quella che è la sincera e faticosissima ammissione delle proprie responsabilità, dei problemi indicibili procurati a mogli, compagne e figli. Mentre, poi, accettano di rispondere a tutte, letteralmente, le domande che rivolgiamo loro. Fa parte, questa realtà, di un cammino concretizzante non solo la funzione punitiva, ma anche quella correttiva e redentiva della pena!

Ci siamo prefissi, noi insegnanti, di offrire ai nostri ragazzi ed a noi stessi un’opportunità formativa di qualità. Una dialettica radicale che ci spinge a fare il punto della situazione sulle nostre stesse scelte di coscienza. Ciò traspare, in tutta evidenza, dai racconti di allieve ed allievi che hanno offerto le proprie riflessioni scritte, qui allegate. Ciò traspare anche da noi adulti che abbiamo partecipato all’incontro in aula magna e/o che siamo “entrati lì”: nel confronto condiviso con i nostri ragazzi e con quegli uomini, abbiamo messo la nostra faccia anche noi; non ce ne siamo rimasti in disparte, a fare gli “astenuti”.

Chi desidera avere diretto accesso alle fonti, può farlo agevolmente via internet-sito: Ristretti orizzonti. Sito di cultura e informazione dal carcere.

Grazie per aver dedicato tre minuti del tuo tempo a questa lettura.

Leopoldo Pincin 

TEMI/riflessioni dei ragazzi:

Angela Gioffrè

Antea Galiazzo

Chiara Propedo

Elisa Margarita

Giulia Dalla Fontana

Luca Lovisa

Matteo Ferrazzo

Melissa Varaschin

Teresa Bragato

 

Alcuni articoli tratti dalla rivista RISTRETTI ORIZZONTI:

Ero un detenuto cacciato via da quindici carceri, bollato come persona irrecuperabile
di Luigi Guida

Quei detenuti forse non sarebbero cambiati senza l’incontro con qualcuno che ha saputo aiutarli
di Elena Baccarin

Mio figlio in altre carceri era una belva
di Maria, madre di Guido De Liso

Quando arrivai qui, avevo come unico bagaglio l’abitudine di difendermi dalle Istituzioni
di Giovanni Zito

 

IMMAGINI RACCOLTE DURANTE LA GIORNATA del 26/10/17 in aula magna


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